100KM of NAMIB DESERT – SFIDO IL DESERTO PIU’ ANTICO DEL MONDO E TROVO LA SERENITA’

Sfido il deserto più antico del mondo, oltre 80milioni di anni, e trovo la serenità.

Ho corso nel deserto della Namibia, dove al di sotto dell’equatore le stagioni si invertono. Luoghi che mi affascinano e mi emozionano ogni volta. Una straordinaria occasione per uscire dal tran tran quotidiano in cui ci troviamo immersi senza ossigeno e senza orizzonti. Il deserto è un’occasione di liberazione: dalle proprie piccole paure e vanità, dall’orgoglio ridicolo dell’autosufficienza, dalla miseria pericolosa dell’avidità e dell’egoismo. Il deserto a poco a poco ci spoglia e ci libera da queste incrostazioni dell’anima. Il deserto è terra di libertà, dove si impara a riconoscere se stessi. Il deserto è un luogo che ci mostra il volto nudo delle cose, ma anche quello più autentico e vero.

Correre qui è stato durissimo, recuperare tra una tappa e l’altra è molto difficile. Inoltre il fondo della steppa a volte è  sassoso, con venti taglienti e temperature che spesso superano i 55°. Prima tappa di 16km, partenza al tramonto e arrivo di notte sotto un cielo stellato davvero emozionante. Partenza per la seconda tappa alla mattina seguente alle 5.30 dove il tracciato si articola in un canion impressionante di 21km. La terza tappa è caratterizzata da una super maratona di 42km in mezzo a spazi infiniti, in un’area non accessibile ai turisti ma concessa solo a noi runners per questa speciale competizione. Quarta tappa 26km sulle dune più alte al mondo con scalata alla Crazy Dune, la duna più alta al mondo con i suoi 310 metri di altezza.

Fisicamente non ero ben preparato a causa di molti infortuni negli utlimi mesi, ma mentalmente consapevole di poter affrontare anche le sfide più difficili, grazie alla pratica quotidiana dello yoga. Emozioni uniche, tanti amici da ogni parte del mondo, tante storie. Un’esperienza fondamentale anche dal punto di vista umano e spirituale.

Spazi infiniti, la bellezza di un mondo che si offre davanti ai tuoi occhi, un silenzio assordante di cui si rimane abbagliati, è un viaggio anche nel proprio mondo interiore, si penetrano nuove consapevolezze. Si ritorna nuovi, hai modo di pensare e dare valore a cosa davvero conta nella tua vita, ti liberi delle schiavitù di condizionamenti quotidiani, e ti confronti con la capacità di fare appello ad una forza più alta di te che parte dal corpo, attraversa la mente ed arriva allo spirito.

La corsa nel deserto è serenità: serenità ed entusiasmo sono le parole chiave. Correndo sulle dune nella mia mente si creava un turbinio di pensieri. La corsa nel deserto, forse, con i suoi rumorosi silenzi, amplifica un po tutte queste sensazioni e riporta in superficie l’essenza dei nostri pensieri, lasciando sul fondo sabbioso l’inutile.

Nel deserto della Namibia è stata, fino ad ora, la corsa più bella della mia vita.