ARTE

Floating Piers - Christo: PASSEGGIARE SULLE ACQUE DEL LAGO D'ISEO

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Appassionato d’arte contemporanea voglio condividere sul mio blog la felicità di aver potuto ospitare finalmente nel nostro Paese un’opera d’arte dell’artista bulgaro-americano Christo. I giornali di tutto il mondo, dal Guardian al Shanghai Daily, ne hanno scritto; è stata definita l’opera d’arte più attesa, secondo alcuni la più importante dell’anno.

Sto parlando di The Floating Piers certo, la passeggiata sull’acqua sul lago d’Iseo. Un’esperienza unica che è stata offerta solo per due settimane tra i paesi di Sulzano e Montisola, l’incantevole isolotto al centro del lago. Un’opera ingegneristica grandiosa, con i suoi 3 km di lunghezza per 16 metri di larghezza, composta da 200 mila cubi di polietilene ricoperti da 70 mila metri quadri di tessuto arancione.

Aldilà di alcuni problemi di sovraffollamento e qualche polemica che ne è ovviamente scaturita, questa installazione meritava tutta l’attenzione che ha raccolto, da quando è sbarcata nel Nord Italia dopo essere stata respinta in Argentina, Germania e altre nazioni perché ritenuta troppo difficile da realizzare.

L’Italia invece ha dato fiducia al celebre artista, conosciuto in tutto il mondo per i suoi spettacolari interventi di land art, che modificano in maniera provvisoria il paesaggio. Opere d’arte con una data di scadenza, che hanno una loro vita, breve e proprio per questo più preziosa e affascinante. Il nome di Christo si associa immediatamente alle opere più conosciute, quelle realizzate con il tessuto, “imballando” monumenti (uno su tutti, il Reichstag impacchettato) o stendendo lunghi teli in luoghi naturali, come quello di oltre 200 mila metri quadri steso fra le montagne del Colorado.

The Floating Piers è stato un progetto incredibile perché si è trattato di un progetto fisico, esperienziale, che aveva a che fare con l’acqua, il sole, il vento… le cose.

Un progetto galleggiante meraviglioso sul quale il suo autore ha così sentenziato: “Solo una volta nella vita camminerete sulle acque per 16 giorni e non ci sarà mai più un altro Floating Piers nel mondo dopo il 3 luglio”.


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CARSTEN NICOLAI ALL'HANGAR BICOCCA: TRA TEMPO E VISIONI

Editorial / 2010 / Berlin Published in [www.thewire.co.uk linktext:The Wire] / London Equally successful as musician and as fine artist, Carsten Nicolai approaches both media with the same conceptual precision. Regardless of whether he might work with ideas based on mathematics, science or natural phenomena, the result is frequently stunning, aesthetically and sonically.

Carsten Nicolai, conosciuto con lo pseudonimo di Alva Noto, è una delle figure artistiche mondiali, un musicista che, spaziando in divesri ambiti di espressione, ha saputo codificare la modernità in una maniera del tutto particolare e autonoma.

Ho conosciuto Alva Noto dalle collaborazioni con Ryuichi Sakamoto, il famoso compositore giapponese che si ricorda per le sorprendenti melodie suonate al pianoforte. Qui il musicista tedesco dimostra di saper costruire anche semplici strutture ritmiche dal forte impatto emozionale che ravvivano lo stile languido e talvolta lezioso del pianismo di Sakamoto. E’ davvero suggestivo il risultato dei due artisti.

In Bicocca, a Milano, proprio in questi giorni Cartsen Nicolai ha portato all’Hangar Bicocca una mega installazione audiovisiva di 50 metri. Ci si trova di fronte a una serie di forme in continua mutazione che continuano a cambiare, moltiplicandosi all’infinito. L’effetto è di restare coinvolti tra luci, forme e i suoni sperimentali che ben si trovano nell’ambiente dell’elettronica.

Siamo di fronte a una sorta di gigantesco orologio nel quale varie rappresentazioni del tempo lungo uno spazio in questi quasi 50 metri ci confrontano con una delle grandi ossessioni dell’arte, almeno dagli Anni Sessanta, ovvero come noi percepiamo e come rappresentiamo la realtà a noi stessi. Significativa anche la collocazione di “Unidisplay”, accanto ai monumentali palazzi celesti di Anselm Kiefer, collocati permanentemente all’interno dell’Hangar.

Le installazioni di Nicolai sono state ospitate nei più prestigiosi spazi culturali di tutto il mondo, ad esempio al museo Guggenheim di New York, al San Francisco Museum of Modern Art, nella sede di Tokyo della Nippon Telegraph and Telephone, alla galleria d’arte Tate Modern di Londra e alla Biennale di Venezia.

Oggi a Milano fino al 6 gennaio.