LEZIONI DI PACE E SEMPLICI GESTI CONTRO L’ODIO

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Palestina e Israele. Un conflitto che fa migliaia di morti ormai da decenni. Un conflitto che si è infiammato di nuovo negli utlimi giorni coinvolgendo tra le vittime anche molti bambini. Ideologia, propaganda, memoria e spesso le religioni sono cause che non riescono a placare l’odio.

La libertà religiosa ha una “dimensione sociale e politica indispensabile alla pace: permette – ha detto Benedetto XVI – una coesistenza e una vita armoniosa attraverso l’impegno comune al servizio di nobili cause e attraverso la verità che non si impone con la violenza”.

“Pensieri di pace, parole di pace, gesti di pace – ha aggiunto – creano una atmosfera di rispetto, di onestà e di cordialità, in cui gli errori e le offese possono essere riconosciute in verità per avanzare verso la riconciliazione. Che gli uomini di Stato e i responsabili religiosi – ha raccomandato – vi riflettano”.

Un segno di attenzione che il Pontefice ha dato ai giovani in uno dei suoi ultimi viaggi in Medio Oriente sono state le parole rivolte in arabo: “Salami o-tikum”, frase che vuol dire “Io vi do la mia pace”.

“Un vero credente non può dare la morte” e la convivenza in Libano, che non nega la pluralità delle voci, resta un esempio per il Medio Oriente e il mondo attraversati da tensioni spesso scatenate proprio in nome di Dio. Ma se qui ci sono famiglie con al loro interno credenti di due fedi, si chiede il Papa, perché lo stesso non è possibile altrove?

Mejdi Tours è invece una singolare agenzia viaggi, che a Gerusalemme tenta di contribuire alla causa della pace e del non odio. Chi si rivolge a Mejdi Tours ha la possibilità di esplorare i territori in compagnia di due guide turistiche, una israeliana e una palestinese, che raccontano ai viaggiatori la città tentando di favorire la comprensione delle due culture, raccontando storie, letteratura, tradizioni di persone anche comuni. Un piccolo gesto simbolico contro l’intolleranza.